Turismo

La grandiosa scenografia che quotidianamente attira lo sguardo di concittadini e forestieri che transitano sulla strada statale tra le località "ponte" e "la canale", è stata dimora delle nobili famiglie bresciane Avogadro e Fenaroli per almeno quattro secoli. 

Risale infatti al 1500 il corpo principale dell'ala a nord con lo scalone interno, posto alla congiunzione con l'ala a mattina. Prima della ristrutturazione del Marchetti padre (1730 circa) il fabbricato centrale presentava a mezzogiorno, oltre al portico a -piano terra, una loggia parallela al primo piano. In seguito al riordino la loggia venne chiusa e trasformata in galleria Antonio Marchetti, figlio di Giovan Battista, nella seconda metà del `700 costruì l'ala a mattina e modificò la facciata del corpo centrale costruendo la doppia scalinata esterna e collocando la balaustra di pietra sopra il timpano. 
Il lungo porticato a piano terra contribuisce all'ideale unità di tutto l'insieme. Il salone, arricchito da affreschi con soggetti paganeggianti, ora in massima parte coperti, è stato ricavato al primo piano dell'ala a mattina. Una monumentale cancellata chiude la villa a sud, unendo le due ali laterali; non tutti i progetti dell'architetto Marchetti sono stati realizzati dall'autore, solo nel secolo XIX, infatti, è stato possibile sistemare la scalinata e la collina di Bacco, nonchè il viale di Bacco, nonché il viale di collegamento con la strada reale (attuale strada statale). Nel 1840 sono state costruite le due serre in stile gotico prospicienti il giardino (non si conosce l'architetto progettista). 
Nel 1863 l'arch. Emilio Alemagna riordinò il giardino situato tra la cancellata della villa e il muretto posto dietro i leoni in pietra. Una ruota gigantesca ne assicurava l'irrigazione attingendo l'acqua dal vaso Rudone. Lo stesso Alemagna creò il viale dei carpini, che nella rotonda centrale ospitava una statua di fauno. L'ing. Giovanni Montini nel 1957 iniziò la costruzione dell'ala a sera,non ancora ultimata, su commissione della Congregazione Scalabriniana, nuova proprietaria della villa. La sua costruzione ha comportato la demolizione di una magnifica scuderia e di un fabbricato civile che ospitava i sigg. Tameni, ultimi coltivatori dei vigneti della collina di Bacco. 
La profonda ristrutturazione interna operata, operata sulla parte antica della villa dei Padri Scalabriniani per adeguarla alle esigenze di un istituto religioso, ha comportato il totale rifacimento del corpo centrale. L'ala a mattina invece ha conservato intatte le linee originali con sale e salette arricchite da stucchi in stile rococò e da affreschi. Sono state asportate le sei statue poste sul muretto dietro i due leoni di pietra; le stesse sono attualmente depositate nel vano sotto la scalinata esterna. La grande ruota, che alimentava l'irrigazione del giardino, è stata asportata agli inizi degli anni '50. 
Quasi tutte le ville di campagna avevano nelle immediate adiacenze fabbricati rurali che ospitavano i contadini e quanto necessario alla coltivazione dei fondi. Gli edifici rurali della villa Avogadro - Fenaroli erano posti a mattina e confinavano con l'attuale via Broli. Fra le pertinenze della villa rientrava anche il vasto complesso posto tra via Italia, via Broli e via Chizzola. 
Nel cortile interno, tra la villa e i fabbricati dei contadini, era stato ricavato il pozzo per l'acqua potabile. Nel 1747 la contessa Paola, ultima discendente dei conti Avogadro di Cacciabella, portò in dote la villa al marito conte Bartolomeo Fenaroli. Da allora il complesso assunse la denominazione del nuovo capofamiglia. 
Alla fine dell' 800 la villa passò alla famiglia Lagorio e quindi alla famiglia Lombardi,che la donò all'Ospedale civile di Brescia. Nel 1947 fu acquistata dalla Congregazione dei Padri Scalabriniani che la cedette alla società "Antiche dimore" all'inizio degli anni '80.